«Acqua avvelenata a Catanzaro», il Codacons: stop ai pagamenti

L’associazione dei consumatori diffida il sindaco Abramo e chiede la sospensione della riscossione dei canoni. «Necessaria un'ordinanza che inibisca subito l’utilizzo per il consumo umano» Venerdì, 09 Febbraio 2018 09:45 Pubblicato in Cronaca

CATANZARO «Acqua azzurra acqua chiara, con le mani posso finalmente bere. Questi i versi di uno dei più celebri brani della musica italiana. Ma guai ad intonarlo a Catanzaro, si correrebbe il rischio di un avvelenamento di massa». Lo afferma il Codacons Calabria.
«In queste ore – prosegue l’associazione dei consumatori – alcuni cittadini hanno avuto modo di documentare lo stato dell’acqua che fuoriesce dai rubinetti di casa: “sembra birra, per non essere scurrili”, anche se l’odore è decisamente poco invitante. Ciò che viene fuori dalle tubature comunali zittisce Battisti. Altro che azzurra e chiara, l’acqua a Catanzaro è di un marrone imbarazzante». Il Codacons chiede al sindaco Abramo di «disporre immediate verifiche circa la reale potabilità. Lo impongono le immagini che documentano una vergogna assoluta. Non che ci sia bisogno di un chimico per comprendere la pericolosità di quel liquido, ma riteniamo che l’Amministrazione, quale doveroso segno di rispetto, per chi è costretto a lavarsi con quell’acqua e deve finanche pagarla, debba finalmente intervenire».
«Anche perché, come si diceva, al danno si aggiunge la beffa – incalza Francesco Di Lieto del Codacons – infatti quella “porcheria” viene fatta pagare a caro prezzo. Riteniamo doveroso che il sindaco si attivi, immediatamente, per fornire alla cittadinanza una certificazione, sulla base di analisi scientifiche, dell’attuale condizione dell’acqua». 
«Intanto pretendiamo – continua Di Lieto – una ordinanza che inibisca l’utilizzo per il consumo umano. Tanto sia per garantire la tempestività delle indagini nonché per ottenere la doverosa riduzione del canone. I cittadini oramai sono rassegnati a non poter bere l’acqua del rubinetto e dover usare l’acqua minerale (che acquistano) per cucinare o per lavarsi, ma essere costretti a pagarla come se fosse potabile e sopportare, in silenzio, i danni subiti quotidianamente, a caldaie, lavatrici… è davvero troppo». 
«Il Codacons – conclude Di Lieto – chiede che il Comune, fino a quando non sarà garantito un servizio dignitoso, si astenga dal pretendere il pagamento dei canoni idrici ed agisca contro Sorical. A tal fine sollecitiamo la convocazione di un consiglio comunale aperto alla cittadinanza su una questione che attiene alla saluta della popolazione».