Giansanti: «Occorre un piano per l’agricoltura italiana»

Il presidente nazionale di Confagricoltura è intervenuto all’inaugurazione della nuova sede calabrese dell’organizzazione di categoria. Oliverio: «Stiamo investendo e investiremo importanti risorse nel settore» Martedì, 13 Febbraio 2018 16:40 Pubblicato in Politica
Un momento dell'inaugurazione della sede di Confagricoltura a Catanzaro Un momento dell'inaugurazione della sede di Confagricoltura a Catanzaro

CATANZARO «Sono venuto ad ascoltare gli agricoltori di Calabria perché Confagricoltura è la casa degli operatori del settore che parte dall’ascolto dei loro bisogni per rappresentarli alle istituzioni». Il presidente nazionale di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti motiva così la sua presenza a Catanzaro all’inaugurazione della nuova sede dell’associazione di categoria in Viale De Filippis dedicata a Mary Cefaly, dirigente regionale dell'organizzazione.
Un appuntamento importante che segna, tiene a sottolineare il leader italiano dell’associazione degli agricoltori «la crescita della presenza di Confagricoltura in Calabria».
Giansanti ha evidenziato anche le priorità del comparto e che saranno rappresentate al prossimo governo che uscirà dalle urne il 4 marzo. «Io credo che il prossimo governo – ha affermato il presidente di Confagricoltura-Italia - dovrà fare quello che nessuno dei governi degli ultimi 40 anni ha ancora fatto: un piano di programmazione per l’agricoltura italiana, un piano verde. Oggi abbiamo la necessità di sapere dove vogliamo portare l’agricoltura italiana. È finita l’epoca dell’improvvisazione, del chilometro zero e del “piccolo è bello”. Oggi i mercati sono globali». E a questo proposito Giansanti ha portato l’esempio delle clementine che «come gli altri prodotti dell’ortofrutta calabrese – ha detto - vanno in giro nel mondo e per farlo devono essere competitivi. Occorre rimuovere tutti gli ostacoli che gli imprenditori trovano: infrastrutturali, fiscali o previdenziali. Noi siamo imprenditori che operiamo in tutto il mondo dobbiamo per questo essere veloci, smart ma soprattutto agricoltori competitivi».
Su quanto ci si aspetta dall’Europa Giansanti ha rivendicato parità di diritto con gli altri Paesi dell’Unione: «Siamo in ritardo, visto che già da subito il governo avrebbe dovuto far sentire la propria voce. Occorre far comprendere all’Europa che l’agricoltura italiana è tanto importante quanto quella francese piuttosto che quella tedesca».
Mentre sullo stato di salute del comparto calabrese, il leader di Confagricoltura ha usato un’espressione: «Voglio, ma non posso». «Abbiamo tutte le caratteristiche per poter fare bene ma ci mancano le condizioni per operare al meglio».
E per l’evento, oltre ad altre cariche istituzionali, era presente anche il governatore della Calabria, Mario Oliverio che ha evidenziato l’importanza di Confagricoltura. «Grazie alla presenza di questa organizzazione come ad altre – ha detto Oliverio – abbiamo potuto mettere in atto programmi rispondenti ad esigenze di crescita ulteriore del mondo agricolo. Noi in questi anni abbiamo realizzato risultati importanti in un quadro di sviluppo e di risultati significativi sul piano nazionale». A questo proposito il governatore ha sottolineato che «la Calabria ha concorso a questa crescita in modo importante». «In questi anni abbiamo registrato una crescita soprattutto sui mercati internazionali – ha detto -. Nell’ultimo anno abbiamo ottenuto un incremento dell’export dell’8 per cento nel quale la componente agroalimentare ha avuto un peso e un ruolo fondamentale. C’è un percorso nel quale le imprese stanno realizzando risultati significativi».
E sulle politiche future messe in campo dalla Regione per il comparto Oliverio traccia una sorta di programma: «Il settore agroalimentare in Calabria si pone come comparto importante sul quale noi stiamo investendo e continueremo ad investire –dice -. Le risorse del Psr sono volte a questo. Così come l’istituzione della Zona economica speciale che siamo riusciti finalmente a conquistare ha come sistema prioritario proprio quello agroalimentare». 

Roberto De Santo
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