IN PRIMO PIANO | Rio: «È una campagna elettorale senza il Sud»

Il presidente dell’Istituto Demoskopika racconta il sondaggio sulle prossime politiche: «Un modo per far conoscere candidati e sistema elettorale. E per raccogliere l’orientamento dei lettori». E sugli hacker improvvisati dice: «È questione di senso civico. Ma abbiamo strumenti di controllo» Martedì, 13 Febbraio 2018 17:20 Pubblicato in Politica
Raffaele Rio Raffaele Rio

LAMEZIA TERME «Il sondaggio è un esperimento che serve ad aumentare gli spazi democratici e, magari, a far conoscere meglio il meccanismo elettorale con il quale dovremo confrontarci il 4 marzo». Raffaele Rio, presidente dell’Istituto Demoskopika, racconta a “In Primo Piano” (in onda questa sera alle 20 su L’altroCorriere Tv, canale 211 del digitale terrestre) l’iniziativa che ci terrà compagnia fino alla fine di questa settimana, cioè la simulazione del voto collegio per collegio su una piattaforma elettronica (per votare potete cliccare qui). «Dirò di più: abbiamo dato la possibilità a tanti calabresi di conoscere tutti i candidati della loro area geografica. Stiamo anche offrendo un servizio». Ci sono tanti improvvisati hacker che, però, si avvicinano al sondaggio soltanto per evidenziarne potenziali falle. Rio, per esempio, quante volte ha votato? «Mi sarebbe piaciuto votare tante volte ma l’ho fatto una soltanto. È questione di senso civico, non capisco chi si affanna nel tentativo di cancellare cronologie e memorie cache per esprimere più preferenze. Non ha senso perché il nostro è un sondaggio e non si tratta delle vere elezioni, che ci saranno il 4 marzo. Insomma, non pretendiamo di sostituirci al Viminale. E poi, ovviamente, la piattaforma che utilizziamo offre validi strumenti di controllo». Dagli hacker («che sono buoni, i cattivi sono i cracker», dice Rio) all’agenda politica. Il presidente di Demoskopika ha una postazione privilegiata dalla quale intercettare gli umori dei cittadini. E soprattutto le loro priorità: «Sono lavoro, sanità e turismo gli ambiti in cui si chiedono interventi. Soprattutto nel Mezzogiorno. Ed è proprio il Mezzogiorno il grande assente della campagna elettorale: i problemi del Sud sono presenti nei programmi dei partiti, ma vedo soltanto proposte generiche». E dire che il voto nel Centro-Sud potrebbe determinare le future geometrie politiche in Parlamento. Il rischio è quello della paralisi: «Dipendesse da me – spiega Rio – farei di tutto per evitarlo. D’altra parte anche gli italiani cominciano a considerare praticabile l’ipotesi di una grande coalizione. Il 5 marzo spero che si agisca pensando alla responsabilità che le forze politiche hanno nei confronti del Paese».